Divina ed avvenente come Greta Garbo e soprannominata “la malattia degli Italiani.”
Lei, era la Signora dei fotoromanzi.
Diva indiscussa, la sua bellezza ammalio’ diversi personaggi famosi del Cinema.
Indossava la bellezza come un abito scomodo, e per sua stessa ammissione non sempre si vedeva di bell’aspetto.
Fu proprio durante un’intervista rilasciata ad una sua amica giornalista che dichiarò: “Mi ritenevo inadeguata, negata per il cinema, impreparata e non ho mai capito cosa ci trovassero in me. Non riuscivo neanche a memorizzare le battute, non era la mia strada. In realtà ho sempre sognato di diventare una giornalista.”
– Daniela Pesoli –
Il destino le riserverà ben altre prospettive.
Stravagante, quel tanto da non passare inosservata.
Strana, così la definivano.
Possedeva un eccentrico gusto creativo, poiché il suo babbo Mario era uno scultore e le aveva trasmesso l’amore per l’arte.
La sua è una storia che merita di essere raccontata, poiché raramente accade che una Diva rinunci al mondo dorato del Cinema in favore di una vita appartata.
Nel 1948 fu eletta Reginetta di bellezza con il titolo di Miss San Giovanni.
Nello stesso anno ebbe la sua prima esperienza cinematografica, il regista Giorgio Simonelli la scritturò per girare il film “Accidenti alla guerra.”
Nel 1949, partecipò ad un documentario dal titolo “L’Amorosa Menzogna” del regista Michelangelo Antonioni.
L’intento della pellicola era quello di osservare in modo ironico il mondo dei fotoromanzi.
Nel 1950 il documentario vinse il Nastro D’argento.
Sempre nel 1950, prese parte in diverse pellicole:
– Vendetta di zingara, regia di Aldo Molinari
– Il sentiero dell’odio regia di Sergio Grieco
– Angelo tra la folla regia di Leonardo De Mitri
Nel 1951:
– Totò e i re di Roma regia di Steno e Monicelli
– Signori, in carrozza! Regia di Luigi Zampa
Nel 1952:
– Totò a colori regia di Steno
– Solo per te Lucia regia di Franco Rossi
– Il Peccato di Anna regia di Camillo Mastrocinque
Nel 1952, il regista Federico Fellini le propose la parte di protagonista nel film “Lo sceicco bianco”, ma lei rifiutò poiché la pellicola ironizzava sull’ambiente del fotoromanzo.
Delusa e amareggiata dall’ambiente del Cinema, si trasferì in America dalla sorella. L’amore per l’arte la porto’ ad esporre le sue prime opere e dopo 18 anni rientro’ in Italia, per dedicarsi alla sua nuova attività.
Un’attività in cui la vide protagonista fino ai suoi ultimi giorni.
Così la rammenta l’amica e giornalista Daniela “L’ho vista per l’ultima volta sei, sette mesi prima. Mi aveva cercato per parlarmi di un suo progetto: creare una grande scultura, raffigurante l’albero della vita, da posizionare nel parco che circondava l’albergo, da inaugurare con una festa alla presenza di tanti bambini. Era entusiasta dell’idea, mi disse che ci stava già lavorando, chiedendomi di aiutarla per l’organizzazione. Non fece, non facemmo in tempo.”
Buona luce Signora delle Coccinelle!
SpaZi InterDetti, ringrazia gli amici di Urbex Campania per questa esplorazione ad alto impatto emotivo.
SpaZiInterDetti©PhothographerGiovannaGalli
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