Il Teatro Mastrogiacomo

Il Sole è già alto a Gravina ed entrando nel Teatro, si compie la magia!

Dai ricordi del Dott. Vito Mastrogiacomo…

“Rammento ancora mia madre e mia nonna che sgranavano piselli sedute su delle seggiole in legno, a quel tempo ero un bimbetto ed abitavamo sopra il Teatro. Come dimenticare Sylvia Coscina che mostrava il seno prosperoso e le signorine di Totò che ballavano con i calzoncini corti corti?!! Impossibile! Ogni scusa era valida per andare a fare delle commissioni per mia madre. Chiedevo: serve il sale? I fiammiferi?”Mamma rispondeva: “Si, ma vediamo prima che giorno è oggi e cosa danno al cinema. Oh, oggi ci sono le signorine in calzoncini, meglio di no.”Prontamente la tranquillizzavo dicendole che non sarei passato in Teatro… Invece, correvo come un fulmine ad acquistare la scatola del sale, davo una sbirciatina alle signorine che si esibivano e via come una freccia… portavo la scatola di sale a mamma. Poi, ricominciavo con la scatola dei fiammiferi… Come dimenticare tutti i sacrifici compiuti da mio padre?! Erano altri tempi. Tempi in cui si sognava come nel film di Tornatore. Noi eravamo quel film, lo abbiamo vissuto!”

Così prosegue nel suo racconto il signor Mastrogiacomo…

L’ideatore e fondatore del primo Teatro in Gravina è stato Michele Mastrogiacomo, che nel 1923 ne iniziò la costruzione. Volle promuovere un’attività nuova (molti lo ritenevano un folle) in cui investi’ delle sue proprietà (la masseria Montefornisiello nei pressi di Poggiorsini e due palazzi che si trovavano in via S. Sebastiano e in via Fornaci), oltre a contrarre parecchi debiti con Banche e privati! Furono effettuati diversi lavori da cui si evincono le spese, la fatica e le difficoltà incontrate! Nel 1927 finalmente l’inaugurazione. Ovviamente le signore avevano difficoltà a frequentare un luogo pubblico, ma il gestore non si perse d’animo: offrì a tutte le donne accompagnate l’ingresso gratuito oltre a regali vari (una rosa o un ventaglietto), mentre agli uomini veniva distribuito un calendarietto con le dive dell’epoca. I primi film proiettati erano muti e venivano accompagnati con musiche appropriate da un Maestro che suonava un pianoforte in platea (mia nonna parlava del Maestro D’Erario). In seguito arrivò il film sonoro con la musica di sottofondo, e infine il film parlato. Il periodo d’oro del Cinema-Teatro è stato il dopoguerra, e comunque prima dell’avvento della televisione. Spesso prima della proiezione del film venivano eseguiti numeri di avanspettacolo con illusionismo e prestidigitazione. Poi vennero gli spettacoli di varietà e di rivista (in cui si esibivano ballerine, cantanti e attori comici), le opere in prosa, le operette, le opere liriche. La prima struttura era esternamente in tufo, internamente in legno ed in stile liberty. La platea era costituita tutta da poltrone. L’anfiteatro al primo piano era composto tutto da palchi con al centro la cabina di proiezione, mentre al secondo piano aveva al centro delle poltroncine a gradoni;lungo i bordi della balaustra c’erano panche lateralmente con dietro una pedana che consentiva posti in piedi. Nel 1939 fu varata l’ordinanza ministeriale che impediva nei locali pubblici le strutture in legno perché infiammabili. Fu d’obbligo quindi la demolizione e la ricostruzione in cemento armato (che fu la prima eseguita a Gravina). L’inaugurazione avvenne nel 1941 con modifiche sia all’esterno che all’interno: la cabina di proiezione fu spostata al secondo piano mentre al primo furono sistemate poltrone a gradoni e sei palchi laterali (tre + tre). Le scene del Mastrogiacomo sono state calcate da cantanti e attori famosi. Tra i cantanti di musica leggera, ricordiamo Claudio Villa, Gino Paoli, Peppino Di Capri, Riccardo Cocciante, Tra quelli di musica leggera e di operetta: Basso Monelli, Benvenuto Franci, Gina Lovero, Gandrano Trucchi. Tra gli attori: Salvo Randone, Carlo Tamerlani, Umberto Melnati, Lilia Silvi, Rosina Anselmi, Peppino e Luigi De Filippo, Mario Carotenuto, Lauretta Masiero, Mario Scaccia, Elio Pandolfi, Antonella Steni, Beppe Barra e sua madre, Rosalia e Pupella Maggio, Lando Buzzanca. Si sono avvicendate sulle scene anche compagnie di attori e gruppi di cantanti locali. È chiaro che tutto ciò è stato propulsore e propagatore di cultura per questo paese. Purtroppo con tristezza dobbiamo assistere da tempo alla chiusura del Teatro, che avrebbe bisogno di sponsorizzazioni consistenti o, forse meglio, di compratori appassionati e di buona volontà.

SpaZi InterDetti ringrazia il Dott. Vito Mastrogiacomo, proprietario dell’immobile, il quale ha concesso l’autorizzazione ad accedere presso il Teatro per fotografarne gli interni.

Photographer©GiovannaGalli

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L’esplorazione è stata fatta per un tempo davvero breve, nel rispetto dei luoghi e degli eventuali cartelli di divieto presenti. Nessuna intrusione in luoghi protetti da chiusure, barriere, cancelli o in presenza di divieti è stata fatta. Nulla è stato toccato e/o prelevato. IL PRESENTE ARTICOLO NON COSTITUISCE IN NESSUN MODO UN INVITO O UN INCORAGGIAMENTO ALL’ESPLORAZIONE. I LUOGHI SONO FATISCENTI E PERICOLOSI. CHI LO FACESSE, SE NE ASSUME OGNI CONSAPEVOLE RISCHIO. AD OGNI BUON CONTO RICORDATE SEMPRE LA REGOLA “LEAVE ONLY FOOTPRINTS AND TAKE ONLY PHOTOS”, LASCIATE SOLO IMPRONTE E NON PRENDETE NULLA SE NON IMMAGINI. IL PRESENTE ARTICOLO NON HA ALCUN FINE DI LUCRO ED HA COME UNICO SCOPO SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA SULLA TUTELA E LA PROTEZIONE DELLE BELLEZZE ARCHITETTONICHE ABBANDONATE E SENZA PROTEZIONE DA VANDALI E LADRI.Inizio modulo

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